MC 10

Climati è il secondo da sinistra, accanto a Gualtiero Jacopetti

Stamattina, 9 agosto 2015, è morto Antonio Climati. Il grande operatore cinematografico che, assieme a Benito Frattari, ha filmato Mondo cane, Africa addio e Addio zio Tom, si è spento oggi in Roma dopo una lunga malattia. E’ stato insieme a Franco Prosperi uno dei collaboratori più stretti di Gualtiero Jacopetti, prima di intraprendere la carriera registica. Era nato a Roma il 14 novembre 1931. I funerali saranno celebrati Martedì 11 Agosto alle ore 12 nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura Piazzale del Verano.

Il ricordo di Giampaolo Lomi:

Voglio ricordare in sua memoria due episodi fra le centinaia che vissi con lui e mi aiutarono a capire molte cose del cinema e di come lui lo intendeva. Il primo accadde a New Orleans durante le riprese del funerale di un famosissimo jazzista (non ricordo il nome). Non avevo mai assistito a un funerale di un grande del jazz. Nella chiesa adibita a camera ardente, accanto al feretro posto davanti a un coro femminile era seduta la vedova, vestita di nero, davanti alla bara. In fondo alla sala c’ erano numerosi operatori che riprendevano l’ avvenimento con educazione e disciplina, usando grossi teleobbiettivi per le riprese riavvicinate. Climati innestò un nove millimetri nella Arriflex con la quale lui girava a macchina in mano (all’ epoca non esisteva la stadycam). Con un salto felino scavalcò la barriera della stampa e corse verso la vedova. Si inginocchiò davanti alla donna, le mise quasi sulla bocca l’ obbiettivo. Poi le sussurrò : “Cry….please cry…cry….” e girava come preso da una forza interna che lo spingeva a divorare il personaggio e la donna piangeva e lui la divorava con l’obbiettivo. Jacopetti ed io ci nascondemmo quasi vergognandoci per lui, che invece era totalmente privo di rispetto umano, e portò a casa un pezzo di un verismo incredibile, mai più visto e neppure montato in Addio Zio Tom, prima versione. Aveva il cinema nel sangue, ereditato forse da suo padre che era stato operatore della Settimana Incom. Il secondo fu durante le riprese del finale di Ultime Grida Dalla Savana, mentre eravamo lui, io e un suo assistente immersi nella neve in una foresta austriaca fino a sopra il ginocchio, aspettando un lupo che avrebbe dovuto lambire la mano di uno studioso che passava con i lupi metà del suo tempo. Il lupo non arrivava e stavamo congelando. Climati spazientito si mise ad ululare pensando di attirare i lupi. Mi sentii congelare non solo per la neve, ma perchè lo studioso ci disse che poteva essere pericoloso. Antonio se ne fregò e dopo mezz’ora di questi tentativi arrivò finalmente il lupo a leccare la mano dello studioso, tipo San Francesco. Questa era la scena che mancava e che finalmente Climati riuscì a portare a casa. Non fu una cosa comune. E così mi piace ricordarlo. Privo di complessi, di rispetto umano, senza vergogne di qualunque tipo, attaccato al suo lavoro non si fermava prima della perfezione. Che Dio ti abbia in Pace, Antonio.

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