Caiano

Mario Caiano

Non conoscevo personalmente il regista Mario Caiano e dunque non m’arrischia in frasi  di circostanza. Un ricordo ce l’ho, però. L’avevo contattato alcuni mesi fa per le note vicende di Nosferatu a Venezia – film che ha diretto per un solo giorno – e il regista si era reso disponibile a raccontarmi la sua ‘verità’ sul film e il travagliato rapporto che ebbe con Klaus Kinski. Ora che non c’è più, mi rimane il fitto scambio di mail durato alcune settimane e la grande cortesia delle sue risposte. Di lui avevo sempre sentito dire: ‘E’ un gran signore’. Confermo. Un gran signore.

Mario Caiano (Roma, 13 febbraio 1933 – Roma, 20 settembre 2015)

Il ricordo di Luciano Muratori, fonico di presa diretta.

‘Con Mario ho fatto diversi film negli anni Settanta e Ottanta ed era veramente un grande signore. Figlio di un produttore, iniziò a lavorare in RAI per poi passare al cinema e lo ricordo per la grande abilità tecnica nel muovere la macchina da presa. Un giorno fu chiamato dalla TV Retecapri per girare uno sceneggiato commissionato dalla RAI; allora mi telefonò a casa per chiedermi di andare a fare un sopralluogo nella sede dell’emittente, in un palazzetto dove sarebbero stati ricostruiti tutti gli ambienti interni poichè il lavoro durava quattro mesi. Io ero in Sardegna a fare un’altro film e mandai mio padre che come me già aveva lavorato con Mario in diversi film. Ebbene i sopralluoghi erano finalizzati a capire se in quegli ambienti era possibile fare la presa diretta. Terminato il sopralluogo papà mi chiamò al telefono e mi disse dell’incontro con Mario e di quello che gli aveva detto. In poche parole disse che quello era un ambiente ideale per la presa diretta. Così iniziammo le riprese ma senza ancora aver firmato nessun contratto, come si fa di solito. Il venerdì della prima settimana era il giorno di paga e andammo a prendere il settimanale nell’ufficio di Federico Costantino – proprietario di Retecapri e allora sindaco dell’isola di Capri – pensando di dover contrattare la paga che già gli avevamo detto doveva essere quella cinematografica e non quella televisiva. Rimanemmo stupiti quando ci firmò due assegni dicendoci di mettere noi la cifra. Noi non capivamo e allora andammo da Mario per chiedergli del perché di tale gesto. A quel punto Mario ci spiegò che prima di noi erano già stati contattati altri tre fonici e tutti gli avevano detto che in quegli studi la presa diretta sarebbe stata impossibile, e questo era il motivo per cui Mario aveva pensato a noi. Il problema era che Telecapri aveva già firmato il contratto con la RAI e aveva una data di scadenza per finire il lavoro. Questo voleva dire che – senza la possibilità della presa diretta – lo sceneggiato avrebbe dovuto essere girato a Napoli con costi ben maggiori per Costantino e invece – disse Mario a mio padre – ‘quando sei venuto tu e gli hai detto che il lavoro poteva essere realizzato gli è sembrato un miracolo al punto da essere disposto a pagarci qualunque cifra’. Finimmo il lavoro in quattro mesi e con venti attori senza doppiare una sola parola. E’ stato uno dei nostri lavori più belli e più pagati. Grazie Mario’.

luciano muratori

Luciano Muratori, storico fonico di presta diretta del cinema italiano con collaborazioni che vanno da Pier Paolo Pasolini e Francis Ford Coppola a Franco Zeffirelli. Recentemente ha pubblicato Le orecchie in scena (Ed. TG – BOOK), libro dedicato al sonoro nel cinema italiano.

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