1280x720-l2p

Giuliano Carnimeo (foto Camera Obscura)

Ieri è morto Giuliano Carnimeo  (Bari, 4 luglio 1932 – Roma, 10 settembre 2016), uno degli alfieri del cinema di genere italiano. Un film per tutti: Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? con Edwige Fenech e George Hilton. Un cineasta la cui morte – evidentemente – non meritava nemmeno un trafiletto.

Dell’amico e collega scomparso hanno scritto (pagina Facebook di Stefano Loparco, 11 settembre 2016):

Ernesto Gastaldi: ‘Giuliano aveva tutte le doti per essere davvero un grande  regista, poi il caso e la necessità spingono gli uomini su strade diverse a quelle in cui avrebbero potuto esprimere tutto il loro talento. Tuttavia Giuliano ha fatto dei bei film che il pubblico ha gradito molto ma non è arrivato a sfiorare i nasi spesso incompetenti della critica ufficale, composta per il 90% di wannabe falliti. Il grosso pubblico non bada tanto al nome del regsita, Giuliano poi si nascondeva sotto lo speudo di Antony Ascott. Siamo stati compagni di classe di regia al Centro Sperimentale di Roma negli anni 1955/1957: lui era primo nella classifica dei borsisti, io secondo, Tonino Valerii era terzo. Poi c’era il bravissimo Roberto Pariante che si fermò all’aiuto regia, anche lui per le strettoie casuali della vita. Con Giuliano, Romano Benois, Angelo Sciarra, Alberto Giommarelli e Roberto Masignni girammo due mitici documentari in Spagna nel lontanissimo 1956: ho scritto un libro su quelle amicizie e su quelle avventure spesso esilaranti (Voglio entrare nel cinema, Mondadori, n.d.a.). E’ un altro colpo grave la morte di Giuliano anche se non ci si vedeva più da tempo, rischio di diventare l’ultimo dei Mohicani… ‘

George Hilton: ‘Ho appena saputo che Giuliano Carnimeo ci ha lasciato; gli devo molto, la serie di Alelluja , Il momento di uccidere, Perchè quelle strane gocce di sangue…; eravamo in totale sintonia, era un piacere lavorare con lui ed un gran divertimento inventando gags e scenette… ciao Giuliano R.I.P’

Enzo G. Castellari: ‘Ciao Giuliano ti stimavo molto e mi dispiace che non sono riuscito ad incontrarti questi ultimi anni. R.I.P.’

Nino Celeste: Ero il suo operatore di macchina preferito e mi ha imposto in un suo film facendomi esordire e diventare direttore della fotografia un ottimo regista ma soprattutto un grande amico ciao Giuliano e grazie di tutto, un abbraccio. Rip.’

Gianni Garko (profilo Facebook di Gianni Garko, 13 settembre 2016). ‘Stamattina alle 11, 00 nella chiesa degli Angeli Custodi di piazza Sempione a Roma, si è celebrato il funerale del regista Giuliano Carnimeo, Antony Ascott per gli appassionati del western italiano. Alla fine del rito funebre ho chiesto al figlio di Giuliano di poter dire alcune parole di ringraziamento e addio al regista che mi ha diretto in 5 film western. Più o meno, anzi meno, sono state queste che cerco di ricordare. Per onorare la memoria di questo piccolo grande maestro del nostro cinema dell’epoca d’oro, piccolo solo perché la critica sembra non averlo molto presente, ma grande per la sapienza e il mestiere nel raccontare storie con la cinepresa, ero là in quella chiesa per ringraziarlo a nome di tutti gli attori che aveva diretto, ma anche del pubblico dei suoi film. All’epoca, quasi cinquant’anni fa, erano centinaia di migliaia gli spettatori che riempivano le sale in Italia e all’estero, oggi, grazie alla diffusione delle copie digitali, la platea è diventata ancora più vasta, e le schiere dei fans dei suoi film ora più che mai continuano a guardare e gioire con le storie raccontate da lui, Antony Ascott. Giuliano prediligeva le scene con sfumature ironiche, quando trovava una gag, rideva di gusto, molto divertito. Il linguaggio greve lo disturbava, ma questo lo faceva capire col silenzio, sapevo che era persona religiosa, una fede senza esibizione, per noi come sua cosa privata. Sul set si mostrava deciso, netto, aveva idee chiare, mai rigide, grande dimestichezza con gli attori. Erano gli anni del mio successo professionale, epoca che ricordo felice, creativa, per la quale devo riconoscenza a questo mio maestro di grande valore. Voglio ricordare di lui un solo episodio. A quel tempo, nelle centinaia di western che si producevano, le avventure del protagonista si concludevano sempre con la conquista del malloppo, il bauletto del tesoro, premio alla sua valentia . Alla fine in quasi tutti i film l’eroe cavalcava verso l’orizzonte con le bisacce del cavallo cariche di pepite d’oro o mazzette di dollari. In uno di questi film Giuliano volle qualcosa di diverso, che l’eroe magari il suo guadagno lo regalasse ai poveri messicani del paese che avevano sopportato le scorribande dei malvagi e del loro castigamatti. Così fece. Prima della parola fine il mio eroe se ne va cavalcando verso l’orizzonte con le bisacce vuote di danaro, ma piene del gesto che aveva fatto. Ecco questo era lo spirito vero di questo mio, nostro maestro. Grazie Giuliano’.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...