STEFANOLOPARCO

Stefano Loparco (Udine, 1968) ha esordito nel 2009 con Il corpo dei Settanta. Il corpo, l’immagine e la maschera di Edwige Fenech (Il Foglio) scivolando presto verso la narrativa biografica; da allora – tra saggi, memoir e romanzi – ha dato alle stampe sei libri (Il corpo dei Settanta, 2009 1° ed./2020 2° ed.; Graffi sul mondo, 2014; Del Paganini e dei capricci, 2016; Passeggeremo ancora tra le rovine del tempio, 2018; Addio zio Tom, 2019; Dragoncelli di fuoco, 2020), cinque volumi collettivi e diversi racconti. È lo studioso più accreditato sull’opera e la vita del giornalista e cineasta Gualtiero Jacopetti con la trilogia del mondo ed è stato il redattore della voce omonima nel catalogo del Lucca Film Festival 2016. É stato pubblicato da Il Foglio, Bietti e Gremese. È rubrichista dei mensili Nocturno Cinema e Mistero magazine

«Nelle storie di vita il delitto non è mai perfetto: il movente è improbabile, i testimoni ricordano male e l’imputato, spesso, tace»

Dei Libri di Loparco hanno scritto: Corriere della Sera, Il Giornale, Libero Quotidiano, Il Manifesto, Il Secolo d’Italia, RaiRadio3, Nocturno Cinema, Satisfiction, Blow Up, La Verità Quotidiano, Il Messaggero Veneto, Film Tv, Il Friuli, La Rivista del cinematografo, Il Dubbio Quotidiano e Alberto Pezzotta, Luciano Lanna, Giuseppe Aquaro, Francesco Mattana, Roberto Curti, Davide Pulici, Frank Lafond, Gian Paolo Polesini, Luigi Mascheroni, Maurizio Cabona, Giorgio Carbone, Franz Krauspenhaar, Roy Menarini, Fabio Francione, …

«Scrivere degli altri, per un uomo come me, è l’unico modo di mettersi a nudo»

Dopo un pallido entusiasmo per Times New Roman e Cambria, scrive esclusivamente in Garamond corpo 12. Se non fosse agnostico farebbe il vaticanista.

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