«Il nostro a oggi ultimo pargolo della collana I libri di INLAND (Bietti Edizioni) è anche l’occasione per ritrovare Stefano Loparco, tra i pochi autori sempre capaci di sorprendermi, accattivarmi, spingermi ad andare oltre il battuto, il risaputo, con il suo stile avvolgente ed evocativo, la sua prosa affilata e potente, le sue scelte anticonvenzionali.

Non è certo la prima volta che un lavoro di Stefano entra a far parte di collane o riviste che dirigo: dai suoi saggi per INLAND alla monografia su Addio zio Tom che curai per Gremese a suo tempo, molti sono stati i passi che abbiamo condiviso.

Perché?

Lato Stefano, lascio a lui la risposta.

Lato mio, nostro (perché questo capo-lavoro è stato accudito, curato e sostenuto da Ilaria Floreano, autrice di un’introduzione che è già di per sé un libro), la risposta è presto detta: ci piace leggere ciò che scrive Stefano, e facciamo di tutto perché quel che scrive possa essere pubblicato nella migliore veste possibile (ed è risaputo, modestia a parte, come le nostre collane si avvicinino molto a quella veste).

Venendo a L’ultimo sguardo. Vita e morte di Gian Maria Volonté: molto è stato detto, scritto e pubblicato su questo interprete per il quale gli aggettivi non servono.

Ma il libro di Stefano è qualcosa di finalmente nuovo.

Saggio? Racconto? Diario? Rievocazione? Omaggio?

Sì.

Sì cosa?

Sì, è tutto questo e insieme nulla di tutto questo.

Perché ve l’ho detto: Stefano Loparco non è “già visto”, né “già letto“.

E il suo “ultimo sguardo” non si può descrivere più di tanto.

Si può leggere.

E amare

Claudio Bartolini – Edizioni Bietti