L’OPERA AL NERO

Con un paese squassato dalla contestazione giovanile e operaia, quando i temi terzomondisti e le marginalità vanno imponendosi presso larghi strati dell’opinione pubblica, mentre il ’68 annuncia la nascita di un altro mondo possibile, l’indole canaglia di Jacopetti e Prosperi deflagra nel più esorbitante esperimento cinematografico mai realizzato sulla faccia della terra: Addio zio Tom. Un viaggio a ritroso nel tempo per mostrare al pubblico il vero volto della schiavitù, contro il politically correct, il razzismo all’incontrario, la critica prezzolata, l’opportunismo (e il buon senso).

«La violenza? C’è, è parte della vita, come la morte. Con Addio zio Tom abbiamo inteso mostrare la crudeltà di un sistema sociale istituzionalizzato. Lo abbiamo fatto senza censure, con l’unico scopo di mostrare il vero».

Loparco torna sui luoghi e negli anni in cui il film è stato girato (Louisiana, Haiti, Florida/1968-1970) e attraverso le testimonianze di Franco Prosperi (co-regista), Giampaolo Lomi (organizzatore generale), Marcello Tranchini (direttore di produzione), Kathryn Snedeker (costumista e compagna dell’epoca di Jacopetti), Marina Cicogna (produttrice del film), Enrico Lucherini (press agent), le dichiarazioni inedite di Carlo Gregoretti e Riz Ortolani e il contributo di Luca Martera, spiega al lettore perché Addio zio Tom è un film altamente improbabile, accaduto in quel lontano 1971 sulla forza negoziale del suo autore più controverso ma irripetibile nel sistema dei media di ogni tempo.

Addio zio Tom, Gremese Editore, I film di culto del cinema popolare. pp. 140 con foto a colori, € 18.

2019-08-02 (3)

DAL 29 SETTEMBRE