DEL PAGANINI E DEI CAPRICCI81F9jrfDjvL

 

«Del Paganini e dei capricci racconta la travagliata genesi di Kinski Paganini, film a sfondo autobiografico del 1987 con cui Klaus Kinski, nelle intenzioni, avrebbe mostrato al mondo intero il suo genio abbacinante. Ostracizzato dalla critica, respinto dai distributori e sconosciuto al grande pubblico, il Paganini di Kinski – qui alla sua unica regia e ultima prova cinematografica – fu invece un flop e interruppe, di fatto, la quarantennale carriera dell’attore. Da allora la pellicola, unanimemente ritenuta ‘brutta’, giace sepolta tra le frattaglie della settima arte a imperitura memoria della follia del suo eccentrico autore. Con taglio biografico e senza tralasciare gli aspetti più ruvidi dell’esistenza off-limits di Kinski, Del Paganini e dei capricci intende colmare una lacuna gettando una nuova luce – a volte sinistra – sul film più controverso dell’ultimo divo maledetto. Perché se un ‘taglio’ di Lucio Fontana è ‘anche’ un taglio, Kinski Paganini è ‘anche’ un brutto film. Se lo è. Ma non solo».

Con le testimonianze di:

Luca Alfieri (assistente operatore Paganini), Gaetano Barbera (capo macchinista Paganini), Paola Corvino (distributore per l’estero di Paganini), Mario Caiano (regista per un giorno di Nosferatu a Venezia),  Vittorio Ciorcalo (attore generico Paganini), Bernadette de Cayeux (costumista Paganini), Gianni Garko (attore), Ernesto Gastaldi (sceneggiatore), Sergio Graziani (la ‘voce’ di Nosferatu), George Hilton (attore), Edoardo Margheriti (regista), Claudio Morabito (operatore di ripresa e direttore della fotografia), Luciano Muratori (fonico presa diretta Paganini), Gianfranco Parolini (regista), Donatella Rettore (attrice Paganini), Tatti Sanguineti (critico cinematografico e scrittore) e Stefano Spadoni Ferrari (ispettore di produzione Paganini);

la collaborazione di:

Antonio Curcetti (poeta), Giuseppe Gavazza (compositore e docente), Domenico Monetti (saggista cinematografico);

la prefazione di Fabio Zanello (critico cinematografico)

l’amichevole partecipazione di Debora Caprioglio

e il fondamentale contributo di Augusto Caminito

Cattura

 ‘Un libro straordinario. Ne sono certo: Klaus lo avrebbe voluto così’.

Augusto Caminito

‘Una prosa partecipe e intensa, che cattura dalla prima pagina’.

Roberto Curti

‘Non bisogna lasciarsi fregare di fronte a un film come Paganini dalla stretta finale in cui si conclude che sia, banalmente, bello o brutto: Loparco lo sa bene e il pregio del suo volume è, tra gli altri, quello di far capire quali forze si muovessero dentro, dietro, prima e dopo il film. E non importa che nessuno le abbia riconosciute. Importa che ci siano’.

Davide Pulici

‘Un saggio scritto come un romanzo, da leggere tutto d’un fiato!’

Cristiana Astori

‘Questo libro racconta un’interessante storia di cinema e un’interessante storia di vita. Ne servirebbero di più al posto di tanti (poco utili) saggi’.

Stefano Raffaele

‘Un libro che mi ha letteralmente catturato e ho divorato in poche ore. E’ uno dei migliori saggi di cinema letti negli ultimi anni’.

Edoardo Favaron

Ricco di fonti edite (le biografie e autobiografie di Kinski; i giornali d’epoca, etc…) e di contribuiti raccolti dall’autore, il libro riesce ad essere quello che il film “Paganini” non è stato: il racconto di un momento della vita artistica di Kinski che diventa la resa dei conti di tutta la sua esistenza’.

Simone Scafidi