Chi scrive si appassiona delle cose di cui tratta. Il rispetto e la stima se c’è, sono altra cosa. E questo è il caso. Perciò ringrazio pubblicamente Alberto Pezzotta per avermi fatto dono del suo ultimo lavoro, L’occhio selvaggio (Ed. Bompiani), tratto dalla sceneggiatura del film omonimo di Paolo Cavara ad opera di Tonino Guerra, Alberto Moravia e il regista stesso.
Blogo ergo zoom
In attesa del Lodi Film Festival

‘I filmati choc di Jacopetti e Cavara, un ‘genere’ al vaglio della critica’
Il Cittadino, quotidiano del lodigiano e del sudmilano (2 ottobre 2014)
5 ottobre, Lodi Film Festival – Jacopetti vs Cavara
Domenica 5 ottobre, alle ore 20.30, sarò presente al Lodi Film Festival (Teatro delle Vigne) per un dibattito intitolato Jacopetti vs Cavara. Ci sarà anche Fabrizio Fogliato, autore del libro Paolo Cavara – gli occhi che raccontano il mondo. Finalmente tutta la verità su Mondo cane.
A breve tutti i dettagli dell’evento.
Su Blow Up di settembre
Su #BlowUp196 scambio d’epistole fra @StefanoLoparco e @APezzotta su #GualtieroJacopetti. Bel confronto fra critica e ricerca. Un modello.
— Giuseppe Battistuzzi (@Grenzenstein) 2 Settembre 2014
10 giugno, Roma, Cinema Trevi. Presentazione di ‘Graffi sul mondo’
Nella foto, da sinistra: Franco Grattarola, Giampaolo Lomi e Stefano Loparco.
Martedì 10 giugno, alle ore 21.10, presso la Sala Trevi di Roma, nell’ambito della programmazione della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia, è stato presentato il volume Gualtiero Jacopetti – Graffi sul mondo di Stefano Loparco. Una bella e inaspettata sorpresa; tra il pubblico, il noto critico cinematografico Tatti Sanguineti – autore, tra l’altro, di trasmissioni Mediaset e Iris – che si è complimentato con l’autore per la realizzazione di un libro che – stando a Domenico Monetti del Centro Sperimentale, che ha introdotto la serata – è da considerarsi uno dei migliori libri sul cinema dell’anno.
Leggi il programma della serata
‘Gualtiero Jacopetti – Graffi sul mondo’ è la prima biografia completa dedicata al giornalista e cineasta Gualtiero Jacopetti (1919 – 2011), autore di pellicole controverse quali Mondo cane (1962), Africa addio (1966) e Addio zio Tom (1971). Un figlio inquieto della provincia italiana, insofferente alle regole e refrattario alle mode. Il suo sguardo dissacrante ha divertito, offeso, indignato; i suoi film hanno diviso critica e pubblico, nazioni e parlamenti; la sua tecnica cinematografica ha aperto la strada a un nuovo modo di fare cinema, con proseliti e schiere di fan in tutto il mondo. Poi c’è la vita dell’uomo, le sue idee, il suo mondo. Come un cavaliere antico, Jacopetti è stato un uomo refrattario al compromesso, senza indulgenze né ripensamenti. Una sorta di Don Chisciotte del XX secolo. E come il cavaliere idealista di Miguel de Cervantes, il giornalista ha vissuto una vita ricca di avventure. Quasi sempre dal triste epilogo.
Introduzione di Roberto Curti e Alessio Di Rocco. Il testo contiene materiale inedito e le testimonianze di: Franco Prosperi, Carlo Gregoretti, Riz Ortolani, Katyna Ranieri, Giampaolo Lomi, Pietro Cavara, Gigi Oliviero, Umberto Jacopetti e Oliviero Toscani.
‘Gualtiero Jacopetti – Graffi sul mondo’, is the world’s first biography on the journalist and film-maker Gualtiero Jacopetti (1919 – 2011), the author of such controversial works as Mondo cane (1962), Africa addio (a.k.a. Africa Blood and Guts, 1966) and Addio zio Tom (a.k.a. Goodbye Uncle Tom, 1971). A restless son of the Italian province, impatient with the rules and refractory to the fashions. With his irreverent approach, he managed to amuse, insult and shock; his films divided the critics as well as the audience, not to mention entire nations and parliaments; his cinematic technique paved the way for a new way of making movies, and gained him proselytes and hordes of fans all over the world. But there is more than that: the man’s life, his ideas, his world. Like a cavalier of ancient times, Jacopetti was a man who did not accept any compromise, without any indulgence nor afterthought. A sort of Don Quixote of the 20th century. And just like Miguel de Cervantes’ idealistic hero, the journalist lived a life full of adventures—most of them with a sad epilogue. Introduction by Roberto Curti and Alessio Di Rocco. The volume contains unpublished material and testimonials from: Franco Prosperi, Carlo Gregoretti, Riz Ortolani, Katyna Ranieri, Giampaolo Lomi, Pietro Cavara, Gigi Oliviero, Umberto Jacopetti and Oliviero Toscani.
Gualtiero Jacopetti – Graffi sul mondo
un libro di Stefano Loparco
Isbn 9788876064760
Ed. Il Foglio letterario, coll. cinema.
Jacopetti al Trevi

Gualtiero Jacopetti al Trevi. 8/10 giugno. Una due-giorni dedicata al cinema di Jacopetti a cura del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Martedì 10, alle 21.10, assieme a Giampaolo Lomi, presenterò Gualtiero Jacopetti – Graffi sul mondo (Edizioni Il Foglio, 2014). Modera l’incontro Franco Grattarola.
Cinema Trevi – Vicolo del Puttarello 25, Roma. Zona: Centro, fontana di Trevi.
Programma dell’evento:
Domenica 8
ore 17.00 Mondo cane di Paolo Cavara, Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi (1962, 110’)
«Finanziato dalla Cineriz di Angelo Rizzoli, Mondo cane è un viaggio attorno al mondo in ciò che più è inconsueto, scabroso, osceno. L’intento degli autori è quello di offrire al pubblico un lungo documentario di attualità per raccontare i fatti della vita, una ricerca antropologica sugli usi e costumi di un mondo in rapida trasformazione, quello degli anni Cinquanta, ma che contiene in sé – questa la tesi – molti elementi deteriori dell’antropologia premoderna» (Loparco).
ore 19.00 Africa addio di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (1966, 138’)
«Ma è con Africa addio (1966) che il cinema di Jacopetti tracima dalla dimensione artistica per imporsi all’attenzione della stampa internazionale. […] Nell’intento di raccontare le travagliate ore dell’Africa postcoloniale all’indomani del processo di decolonizzazione compiutosi alla metà degli anni Sessanta, la pellicola ritrae un mondo tribale soggiogato dalla violenza. […] La tesi dichiarata dagli autori è che l’Africa non sia ancora pronta a godere dell’indipendenza; lasciato a sé stesso nei giorni del trapasso di potere dalle autorità colonialiste a quelle locali, il continente nero, come dimostra il reportage, sprofonderebbe in una spirale do odio e violenza senza fine» (Loparco).
ore 21.30 Addio zio Tom di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (1971, 130’)
«Che cos’è allora Addio zio Tom? Una Cappella Sistina del male (straordinario nella resa visiva), la mancanza di pietas elevata a virtuosismo, l’“arancia meccanica” della negritudine, la lectio magistralis del padre dello shockumentary, certamente; e comunque volti, sguardi e corpi maltrattati, avvinghiati, spogliati della dignità e sottoposti a un dominio assoluto, ancora più osceno, se possibile, quando è esercitato da un potere – è il caso del film – grottesco, cafone e strafottente» (Loparco).
Martedì 10
ore 17.00 Mondo cane 2 di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (1963, 102’)
«Come nel precedente capitolo, avvenimenti bizzarri, usi e costumi insoliti, tradizioni secolari e pratiche moderne (provenienti in gran parte dal materiale di scarto di Mondo cane) si susseguono con soluzione di continuità. […] Con Mondo cane 2 – mugugna la critica – l’escalation al male e l’orrido è, se possibile, superata: l’ultimo tabù del XX secolo, la morte ripresa in diretta, per la prima volta diventa spettacolo di massa, da consumarsi la domenica pomeriggio nella penombra di una sala cinematografica» (Loparco).
ore 19.00 Mondo candido di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (1975, 119’)
«Opera visionaria senza una precisa struttura narrativa – l’apparentamento a certa produzione surrealista di Alejandro Jodorowski è pertinente –, il film è difficilmente catalogabile in un genere definito, né aspira a esserlo. Torna lo zibaldone di sempre e la provocazione è assicurata. Il libello volteriano non dà che il “la” a una pellicola che poi è risolta nell’autoreferenza jacopettiana. […] Mondo candido è un puzzle che Jacopetti si diverte a ricomporre a suo piacimento, secondo le regole del grottesco […]. Rimane all’orizzonte il disegno di fondo: la figura del suo efebico protagonista, Candido, un inguaribile e ingenuo ottimista, accecato dall’amore per la bella Cunegonda, alle prese con un mondo osceno e senza pietà» (Loparco).
ore 21.10 Incontro moderato da Franco Grattarola con Giampaolo Lomi e Stefano Loparco. Nel corso dell’incontro verrà presentato il volume Gualtiero Jacopetti. Graffi sul mondo
a seguire La donna nel mondo (Eva nel mondo) di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi (1962, 107’)
«Ispirato a un fortunato libro-inchiesta di Oriana Fallaci, La donna nel mondo […] stravolge la natura documentale del libro per mettere in scena un allocroico potpourri d’immagini che contrabbandano il giornalismo d’inchiesta con il glamour da rotocalco. […] La “donna” di Jacopetti è un idealtipo, un simulacro buono a dare alle pulsioni dell’ES più che alle osservazioni di un IO moralizzatore – quello di Jacopetti – che fatica starsene zitto davanti a un’emancipazione femminile che, chiaramente, non approva» (Loparco).
Ingresso gratuito
Visioni Probite – il nuovo libro di Roberto Curti e Alessio Di Rocco

Solo oggi ho scoperto di comparire tra i ringraziamenti del poderoso volume Visioni Proibite – I film vietati dalla censura italiana (1947-1968) (Edizioni Lindau) di Roberto Curti e Alessio Di Rocco. Ci tengo a rimarcare che ciò è da attribuirsi alla straordinaria cortesia degli autori e non al merito del sottoscritto! E comunque, trattasi di opera bella e preziosa.
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Grazie ai documenti originali e ad altre fonti d’epoca, spesso inedite, “Visioni proibite” ricostruisce in modo sistematico le vicissitudini di centinaia di pellicole cui fu negato il nulla osta della censura. Sono stati vittime di questa normativa (per altro mai abrogata) film di Steno e Monicelli, Ophüls, Buñuel, Ferreri, Chabrol, Waters e Fassbinder, ma anche pellicole sovietiche di propaganda, documentari esotici, commedie licenziose, horror di serie B, bassa pornografia. Spaziando dagli anni in cui Giulio Andreotti fu a capo della censura al ’68, dal diluvio di pornografia della fine degli anni ’70 a casi celebri quali “Querelle” e “Totò che visse due volte”, i due volumi che compongono l’opera presentano uno spaccato storico, politico e sociale di un Paese in cui i mutamenti epocali del costume erano accolti con malcelato fastidio e dove a occasionali slanci progressisti facevano seguito ricadute oscurantiste. Questo primo volume, che arriva fino allo “spartiacque” del ’68, è diviso in due sezioni, una di taglio storiografico, l’altra invece costituita dalle schede dettagliate di tutte le pellicole bocciate (con l’indicazione puntuale dei tagli effettuati e delle altre manipolazioni imposte dai censori). Prefazione di Carlo Lizzani.









