Rassegna stampa 2014

Una selezione di articoli apparsi sulla carta stampata nel corso del 2014.

 

liberograffi

Libero Quotidiano, 9 marzo 2014

 

messaggero veneto 001

Messaggero Veneto, 30 marzo 2014

 

friuli 001

Il Friuli, 4 aprile 2014

 

Rivista del cinematografo, maggio 2014

Rivista del cinematografo, maggio 2014

 

trevi

Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di cinematografia, 10 giugno 2014

 

blow up 001

Blow Up, giugno 2014

 

lodi film

Il Cittadino, 2 ottobre 2014

 

manifesto

Il Manifesto, 15 novembre 2014

 

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Nocturno Cinema, marzo 2010

 

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Nocturno Cinema, giugno 2014

 

 

Giulio Questi – Se non ricordo male

questiA pochi giorni dalla morte del regista e scrittore Giulio Questi, segnalo la recente uscita di Se non ricordo male – Frammenti autobiografici raccolti da Domenico Monetti e Luca Pallanch (Ed. Rubbettino). Così Il Corriere della Sera del 4 dicembre ha ricordato ai lettori la morte del cineasta:

È scomparso il regista Giulio Questi, nato a Bergamo il 18 marzo 1924. Era appena stato ospite del Torino Film Festival che gli aveva dedicato un omaggio facendo riscoprire un’opera originalissima. Giovane partigiano (come ha rievocato in Uomini e comandanti, Einaudi, e nell’autobiografia Se non ricordo male, Rubbettino), Questi si era avvicinato al cinema attraverso il documentario, poi i film a episodi (Le italiane e l’amore, ’61, Nudi per vivere, ’63, e Amori pericolosi, ’64) per esordire nel lungometraggio con Se sei vivo spara, ’64, western con Tomas Milian, che sconcertò molti per il suo gusto «barocco» e l’umorismo nero. Ancora più fuori dagli schemi, il giallo farsesco La morte ha fatto l’uovo, ’68, dove una diabolica Ewa Aulin cerca di eliminare la zia Lollobrigida. Sempre con Kim Arcani sceneggia Arcana, ’72, surreale incontro tra le atmosfere padane e Butiuel (o Jodorowsky), con Lucia Bosè che organizza sedute di trance collettiva. Troppo in anticipo su gusti e tempi non aveva più diretto film, salvo pochi anni fa pubblicare due dvd di corti dove ritrovava il suo gusto acre e moralista.

Stefano Loparco raccontato da chi lo conosce bene…

tre.jpgMio papà.

‘Mio papà si chiama Stefano Loparco. E’ nato nel 1968. Lui ha un viso con un po’ di barba sulle guance, sul mento e sopra alla bocca. Gli occhi sono di un azzurro glaciale, con sopra delle folte sopracciglia. Il naso è proporzionato rispetto al resto del viso. La bocca è di un rosso rosa opaco ed ha i capelli rasati molto corti. E’ di corporatura massiccia ma non grassa. E’ un po’ più alto della media. Ha un portamento fiero e di solito tiene un comportamento abbastanza rigido. A prima vista sembra timido, ma in realtà è il contrario: di carattere scontroso se viene irritato, ma complessivamente abbastanza calmo. Lui legge e scrive libri ed ha studiato sociologia. Possiamo dire che è una persona abbastanza istruita’.

Jacopo Stefano Loparco, 11 anni.